Storia della Finlandia

La maggior parte della storia finlandese è legata a doppio filo con le altre regioni scandinave che caratterizzano la Penisola in cui si trova. Molti tratti sono comuni, fin dalle origini in gran parte avvolte nel mistero. Se, infatti, della Storia dell’Europa meridionale e Centrale sappiamo quasi tutto grazie alle numerose testimonianze di civilità quali Greci prima e Romani poi, la situazione della regione scandinava è molto meno documentata: non è ancora ben chiaro l’origine degli abitanti scandinavi (e finlandesi), se la popolazione di queste zone sia dipesa da correnti migratorie dall’Europa centrale oppure dal territorio russo. In ogni caso, nonostante l’alone di incertezza, la regione era già abitata fin dalla preistoria, con testimonianze che risalgano già all’8000 a.C. La prima civiltà propriamente detta si sviluppò attorno al 6000 a.C. con il primo popolo sedentario, i Suomusjärvi. Duemila anni più tardi, intorno al 4000 a.C., furono sostituiti da una cultura senza nome che ha lasciato numerose testimonianze di bellissimi vasi, attorno a questo periodo si comincia a sviluppare anche la lingua locale, successivamente influenzata dalle più europee lingue baltiche.

Finland-swedishPer molto tempo la regione rimase autonoma dal resto dell’Europa e fu soltanto cento anni prima di Cristo che cominciarono i primi scambi commerciali con le zone dell’Europa centrale, testimoniati da alcuni ritrovamenti di produzioni romane. Gli scambi divennero stabili dal VII secolo con l’avvento della civiltà vichinga, di cui tuttavia non è ancora ben chiara agli storici l’organizzazione. Città con cinte murarie fanno comunque pensare ad un popolo dotato di un governo centrale.

Fino all’anno Mille, tuttavia, la Finlandia non aveva un’organizzazione politica unitaria ed era anzi suddivisa in più diverse etnie spesso in lotta tra loro per il predominio, tra cui le maggiori erano i Finni, i Sami e i Careli. L’instabilità governativa della zona la rese appetibile a più forti civiltà dei dintorni già organizzate politicamente quali la Svezia e la Russia. Fu la Svezia ad avere successo, conquistando il territorio finlandese a partire dalla metà dell’ XII secolo camuffando il tutto come una crociata per il Cristianesimo. Tuttavia, la parte settentrionale entrò nell’orbita russa con il Trattato di Noteborg del Trecento, dando il via a notevoli differenze culturali rispetto al resto del territorio finlandese (a differenza degli svedesi, infatti, i russi erano ortodossi).

Da quel momento e fino al XIX secolo, Svezia e Finlandia percorsero una storia comune, e il territorio finlandese se fu da un lato protetto dagli assalti russi, dall’altro subì un inevitabile assorbimento graduale alla cultura svedese, la cui stessa lingua divenne quella ufficiale.

L’eterna lotta tra Svezia e Russia, però, gettò il seme nazionalista tra la gente finlandese, soprattutto in seguito alle Guerre del Nord tra le due potenze durante il Settecento.

finland_helsinki_punavuori_814299_hNel 1809 la Finlandia fu ceduta alla Russia e cominciò un secolo di dominio degli Zar, che respingevano qualunque pretesa di indipendenza dei locali, trattando il territorio come una qualsiasi provincia dell’ Impero Russo.

Lo Stato indipendente della Finlandia vide quindi luce soltanto nel 1917 a seguito della rivoluzione bolscevica che instaurò la Repubblica Sovietica in Russia concendendo l’indipendenza ai finlandesi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Finlandia ha visto un costante progredire civile, tecnico e tecnologico, portandosi tra gli Stati più all’avanguardia del mondo anche sotto l’aspetto dell’educazione civica e facendo il suo ingresso nell’Unione Europea nel 1995. Motivi che hanno portato negli ultimi decenni anche all’esplosione del turismo: ammirare una terra così ricca di tradizioni, di storia e di bellezze naturali è il plus che spinge molti viaggiatori a calcare queste incredibili terre.

immagini: wikimedia commons (2); flickr (3).

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